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Imparare a imparare: significato, principi e come funziona l'apprendimento

Perché alcune persone riescono ad apprendere nuove competenze con estrema facilità mentre altre, pur impegnandosi molto, faticano a ottenere risultati soddisfacenti?
La risposta dipende da come ciascuna persona impara ovvero da come avviene il processo di apprendimento.  Siamo abituati ad associare la pratica di apprendere a competenze come una lingua straniera, un nuovo sport o il contenuto di un libro. In realtà, comprendere come avvenga davvero questo processo può fare la differenza tra il semplice accumulo di nozioni e lo sviluppo di competenze durature.

Imparare a imparare
significa acquisire la consapevolezza che l’apprendimento è un processo complesso influenzato da fattori cognitivi e biochimici ed essere in grado di governarli in modo efficace.

Le grandi sfide odierne rendono indispensabili l’aggiornamento costante, l’apprendimento di nuove competenze e la necessità di reinventarsi per non rimanere indietro. E come si fa ad accrescere le proprie competenze, stando al passo con il mondo circostante e la vita frenetica di questi tempi? Studiare sembra non bastare. Già, perché è importante distinguere tra l’acquisizione di informazioni e il trasformare le informazioni in conoscenza utilizzabile.  L’apprendimento efficace è il frutto dell’integrazione di:

– consapevolezza delle caratteristiche e capacità del cervello umano e
– gestione e organizzazione del proprio percorso. 


La conoscenza di questi principi rappresenta il primo passo. Per trasformare questa consapevolezza in un percorso concreto e personalizzato, è necessario lavorare sull’applicazione dei meccanismi dell’apprendimento alla propria situazione.

Su questa idea nasce
“Il codice della mente per imparare in modo consapevole”
il percorso Learnfor dedicato a chi vuole trasformare la conoscenza dei processi di apprendimento in un metodo personale.

Metacognizione: la consapevolezza del proprio apprendimento

Accenni al concetto di metacognizione risalgono a testi molto antichi, ad opera di Aristotele. Fu introdotto ufficialmente dallo psicologo dell’età evolutiva John H. Flavell nel 1976 che lo ha definito come conoscenza e controllo della cognizione

Sviluppare la metacognizione significa essere consapevole e in grado di esercitare il controllo sui processi che caratterizzano l’apprendimento.

Metacognizione è interrogarsi e riflettere su cosa accade nel momento in cui si entra in contatto con nuove informazioni, comprendere il modo in cui queste interagiscono con ciò che già conosciamo e come trasformarle in competenze durature. Vuol dire essere consapevoli dei processi cognitivi che permettono la memorizzazione, per selezionare in modo efficace le strategie utili all’acquisizione di nuove capacità.
È una competenza che permette un costante monitoraggio dell’apprendimento in modo del tutto autonomo, attraverso l’autoregolazione consapevole.  

Perché la metacognizione è importante 

In una società in continuo mutamento, sviluppare la consapevolezza metacognitiva significa diventare un lifelong learner, capace di imparare in modo continuo e autoregolato. 

Vuol dire riconoscere
– come si impara

– quali strategie funzionano e

– adattarsi al cambiamento e alle necessità. 

Come funziona l’apprendimento: mente e cervello

Le neuroscienze oggi ci consentono di conoscere approfonditamente come siamo fatti e come funzioniamo. Non è necessaria una laurea in psicologia, né in medicina: è sufficiente scoprire con la curiosità di un bambino cosa accade nel meraviglioso universo del corpo umano per poterlo governare in modo consapevole.

L’apprendimento è un processo sul quale hanno effetto fattori di tipo cognitivo e neurobiologici.
In altre parole, è una forma di evoluzione che interessa il cervello come organo fisico e la mente come l’insieme di capacità di percezione, pensiero ed emozioni.

Apprendimento
significa acquisire nuove conoscenze, abilità o comportamenti e ha effetto sulla mente e sul cervello. Ogni nuova esperienza crea e rafforza connessioni nervose nel cervello che la mente organizza, interpreta e integra con le conoscenze preesistenti.

Per comprendere come migliorare il proprio apprendimento, è utile diventare consapevoli dei principali sistemi e processi e attraverso cui il cervello acquisisce, elabora e consolida nuove informazioni: memoria, attenzione ed effetti delle emozioni.   

Memoria e apprendimento 

Quando si parla di memoria, si pensa spesso al fatto di ricordare qualcosa, come un evento accaduto tempo fa, una poesia o una lezione studiata a scuola.
In realtà, è molto più del semplice ricordare, dimenticare o sapere qualcosa. Non esiste alcun tipo di attività che possa essere condotta senza l’attivazione di questo sistema. 

La memoria
è un complesso sistema di processi mentali che consente di codificare, conservare e recuperare informazioni. Memorizzare vuol dire assimilare elementi sensibili con i quali l’essere umano entra in contatto, relazionandosi con il mondo esterno, per poi elaborarli, al fine di sviluppare nuove capacità cognitive, psichiche e fisiche. capacità cognitive, psichiche e fisiche.

Si potrebbe immaginarla come un gigantesco armadio, con infiniti scomparti nei quali si conserva l’intera esperienza della vita. Tuttavia, a differenza di un archivio di materiali, è un processo dinamico, come un armadio speciale, in grado di proporre autonomamente che vestito indossare in base all’evento a cui si partecipa.
Il ruolo giocato dalla memoria nell’apprendimento è necessario ai fini di un risultato efficace. 

È un processo che si attiva naturalmente e inconsapevolmente ed essendo il corpo umano una macchina perfetta, in tal modo il suo corretto funzionamento con risultati efficaci sarebbe sempre garantito. 

Tuttavia, in una società caratterizzata da una profonda discrepanza tra il tempo a disposizione per imparare e le competenze da sviluppare, si tende ad applicare strategie che ci si aspetta riducano i tempi di apprendimento, a scapito del naturale funzionamento della memoria

Pensare alla memoria come un semplice archivio di informazioni è qualcosa che trae in inganno l’apprendente, stimolando un approccio didascalico alla pratica di imparare.  

Sapere e saper fare sono due concetti profondamente diversi quando si parla di apprendimento.
Conoscere come funziona la memorizzazione consente di condurre azioni che, oltre a permettere il riconoscimento e la ritenzione delle nuove informazioni, consentono di collegarla a quelle preesistenti, creare una nuova competenza e diventare capaci di applicarla.


Perché allora spesso dimentichiamo?


La perdita parziale di dati nella memoria è un processo assolutamente naturale che avviene a seguito della selezione spontanea dei dati necessari (quindi da conservare) e quelli che possono essere smaltiti per liberare spazio.
Essere consapevoli di come avviene questo processo permette di consolidare i dati utili e necessari, attraverso efficaci strategie di memorizzazione

La creazione di nuova memoria modifica fisicamente il cervello e può accadere in qualunque momento della giornata, per qualsiasi cosa, in modo spontaneo o guidato. Stimolare costantemente questo processo migliora la neuroplasticità

Dalla conoscenza del cervello alla costruzione del proprio metodo

Conoscere memoria, attenzione ed emozioni permette di comprendere meglio il processo di apprendimento. Il passaggio successivo è imparare a utilizzare questa consapevolezza per creare strategie coerenti con i propri obiettivi e caratteristiche personali.

Neuroplasticità: il cervello che continua a imparare  

L’apprendimento è un processo che avviene per tutta la vita, non solo durante l’infanzia o l’adolescenza. Esso continua anche in età adulta, può avere luogo in ogni momento e contribuisce a mantenere il cervello attivo

La neuroplasticità
(anche detta plasticità cerebrale) indica la capacità del sistema nervoso di modificare la sua struttura fisica e creare nuove connessioni tra i neuroni.

È una capacità comune a tutte le persone, sebbene alcuni credano di aver meno possibilità di altri nel mantenere il proprio cervello attivo e responsivo.
Al contrario, se adeguatamente stimolata, potenzia nel tempo l’apprendimento adulto consentendo di imparare lungo tutta la vita

Nell’era dell’intelligenza artificiale, in cui è forte la preoccupazione di ridurre le capacità mentali, la stimolazione cognitiva è molto importante e permette di conservare l’esperienza come un’occasione di sviluppo di nuove competenze. 

Emozioni e apprendimento: come lo stato mentale influenza la capacità di imparare

L’apprendimento è un processo profondamente influenzato dallo stato mentale in cui ci si trova nel momento in cui si fanno nuove esperienze o si entra in contatto con nuove informazioni.
Le emozioni provate durante il processo di consolidamento della memoria e nel momento di recupero delle informazioni determinano significativamente la resa cognitiva.

Lo stress
è la naturale risposta dell’organismo a una richiesta proveniente dall’ambiente esterno. Essa causa reazioni fisiologiche necessarie a preparare l’individuo a reagire ed affrontare la situazione in modo efficace.

Tuttavia, quando è eccessivo o prolungato può avere effetti rilevanti sul sistema nervoso e sull’intero organismo. L’esposizione prolungata determina un’attivazione costante dei sistemi deputati alla risposta allo stress, con conseguenze dal punto di vista ormonale, cognitivo ed emotivo

Uno stress cronico può comportare, per esempio, l’aumento di stati di ansia e irritabilità.

L’ansia
è una risposta emotiva a una minaccia, reale o percepita, spesso accompagnata da sintomi fisici (come tachicardia, sudorazione, tremore o difficoltà di concentrazione). Entro certi limiti, è a sua volta una normale risposta adattiva.

Uno stato di stress o ansia persistente determina una continua attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che mette in atto un complesso programma biologico e comportamentale mirato a reagire alla situazione di minaccia e successivamente ristabilire uno stato di equilibrio fisiologico

Le ghiandole surrenali (piccoli organi che si trovano nei nostri reni e servono a secernere vari tipi di ormoni indispensabili allo svolgimento di molteplici funzioni fisiologiche) immettono nel sangue sostanze utili a mobilitare le risorse energetiche necessarie per rispondere allo stress.
Tale risposta coinvolge anche l’amigdala, struttura del sistema limbico del cervello che elabora le emozioni e la reazione a situazioni di pericolo.
Quando percepisce una minaccia, l’amigdala invia segnali all’ipotalamo, che attiva appunto l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
Nel processo che ne consegue, le ghiandole surrenali producono, per esempio, cortisolo, il principale ormone dello stress.

Entro certi limiti, si tratta di un processo naturale del corpo umano; tuttavia, una persistente produzione di cortisolo può essere dannosa per l’organismo.
Inoltre, il cortisolo interferisce con l’attività dell’ippocampo (regione cerebrale coinvolta nella formazione e nel recupero dei ricordi, limitando significativamente l’apprendimento

Al contrario, stati emotivi di benessere favoriscono i processi di attenzione, concentrazione e, di conseguenza, apprendimento  e memoria. Essere in grado di modulare le emozioni, mantenendo una condizione momentanea di equilibrio psicofisico è fondamentale per garantire il funzionamento efficace delle aree cerebrali deputate all’apprendimento.  

Sviluppare la capacità di imparare vuol dire acquisire una molteplicità di competenze grazie alle quali governare in modo consapevole ed efficace il proprio percorso di apprendimento. Significa essere consapevoli e competenti dei processi cognitivi deputati all’ampliamento della propria conoscenza.
Saper imparare equivale a definire il proprio percorso di apprendimento, sulla base della consapevolezza delle proprie caratteristiche in funzione di una scelta adeguate delle strategie di apprendimento più performanti.
Questo consente all’apprendente esperto di imparare da autodidatta, pianificando il proprio iter formativo in totale autonomia, lungo tutto il corso della vita.
Imparare a imparare permette di apprendere consapevolmente e in modo performante anche in età adulta, favorendo la stimolazione costante della neuroplasticità, per uno sviluppo duraturo di nuove competenze.


Questo è il lavoro sviluppato nel percorso

“Il codice della mente per imparare in modo consapevole”