Ti sarà forse capitato a volte di leggere tre volte la stessa pagina e non riuscire a comprenderne o ricordarne il contenuto. Magari avrai notato che anche guardando un film o una serie TV, fatichi a mantenere l’attenzione sul video e ti scopri a messaggiare su Whatsapp o scrollare reel su Instagram nel frattempo.
È una situazione comune e la prima conclusione a cui si giunge è spesso “ho un problema di mancanza di concentrazione”.
È davvero un limite personale?
La concentrazione non è una dote: è il risultato dell’interazione tra attenzione, memoria, motivazione e strategie di apprendimento.
Mancanza di concentrazione: significato
La concentrazione è uno stato neurocognitivo caratterizzato dal mantenimento volontario dell’attenzione su un obiettivo specifico.
In quanto tale, non è una condizione permanente, è influenzata da vari fattori e il semplice fatto di non riuscire a concentrarsi non è traducibile con una scarsa capacità di fare qualcosa.
La distrazione può essere di tipo occasionale, per via di circostanze ambientali o emotive particolari o persistente in un periodo più o meno lungo della vita. Potrebbe essere causata da un sovraccarico cognitivo, da un calo fisiologico dell’attenzione o dalla selezione di obiettivi sui quali rivolgerla, diversi da quelli necessari in un momento specifico.
Perché riusciamo a concentrarci su alcune attività e meno su altre?
La chiave per comprendere l’origine della mancanza di concentrazione è proprio qui.
Immagina di trovarti una sala affollata durante un concerto, con musica ad alto volume con centinaia di persone che ti circondano. Pur ricevendo stimoli da tutte le direzioni, in qualche modo riesci a concentrarti sulla breve conversazione che stai avendo con il tuo amico, ignorando tutti gli altri suoni e rumori.
Stai prestando attenzione solo alla tua conversazione.
Questo accade perché il cervello seleziona ciò che considera rilevante.
Ne consegue che ciò che risulta di particolare interesse sarà il tuo focus, malgrado tutto il resto.
Concentrazione, memoria e apprendimento: perché sono strettamente collegati
Come avrai probabilmente avuto modo di leggere nell’Enciclopedia LearnFor dedicata ai fondamenti dell’apprendimento, imparare vuol dire costruire nuova memoria.
Affinché ciò accada, è necessario restare focalizzati sulle informazioni che intendiamo apprendere, in modo da permettere al cervello di creare ed elaborare dei ricordi che entrino in relazione con le nostre conoscenze pregresse.
L’allontanamento costante dell’attenzione dal proprio focus non consente al cervello di comprenderne l’importanza, comportando un aumento della difficoltà di comprensione e ritenzione delle informazioni.
Mantenere la concentrazione assume quindi particolare rilevanza ai fini del processo di apprendimento.
È importante sottolineare che non si tratta di memoria difettosa o limiti personali: ciò su cui può essere utile lavorare è la consapevolezza di come funzionano mente e cervello e scegliere azioni e strategie efficaci e conformi con la natura umana.
Ho un problema?
In tali circostanze, molte persone tendono a domandarsi se non abbiano un problema di concentrazione o un qualche genere di disfunzione.
In alcuni casi, potrebbe emergere una condizione specifica, ad esempio un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, come invece potrebbe non esserci alcuna diagnosi confermata.
Molto spesso, per esempio, si tende ad autodiagnosticarsi un disturbo del neurosviluppo come l’ADHD, termine usato in modo molto ampio e non sempre tecnicamente corretto sui social media, per riferirsi a comportamenti comuni come il distrarsi durante una riunione, il procrastinare o l’annoiarsi facilmente, come appunto la tendenza a scrollare reel anche a tavola con altre persone o durante la visione di un film.
Occorre evidenziare che negli ultimi decenni siamo passati da una cultura sociale che definiva “svogliata” la persona che faticava a raggiungere risultati o lo studente che apprendeva con difficoltà, a una in cui si tende subito a cercare una diagnosi, spesso anche avvalendosi di strumenti o referenti non specializzati.
Ne consegue che, piuttosto che chiedersi “cosa non va in me?”, potrebbe essere utile modificare leggermente la domanda verso qualcosa come “sto usando strategie che rispettano il modo in cui il cervello funziona e apprende naturalmente?”.
Comprendere come si impara per mantenere la concentrazione
Se si fa fatica a mantenere la concentrazione, la causa non è necessariamente un limite o un disturbo e la soluzione potrebbe non essere solo impegnarsi di più, come spesso ci sentiamo dire.
La concentrazione è il risultato del connubio consapevole di diversi elementi, in equilibrio con il naturale funzionamento di mente e cervello.
Comprendere come siamo fatti, come funziona il nostro sistema nervoso e conoscere strategie adeguate alle caratteristiche e condizioni personali consente di sfruttare al meglio le risorse cognitive nello studio e nel lavoro.
I corsi e le masterclass di LearnFor Academy rappresentano un bagaglio di strumenti per sviluppare consapevolezza e competenze per essere più autonomi ed efficaci nella propria vita.