In un’epoca in cui la tecnologia permette di entrare in possesso di una quantità infinita di informazioni, le mappe mentali si rivelano uno strumento utilissimo per facilitare il più complesso dei compiti della società odierna: gestire questa enorme mole di contenuti.
Ogni giorno c’è la possibilità di leggere articoli, frequentare corsi, ascoltare contenuti e raccogliere dati: ma quanto di questo materiale effettivamente si trasforma in conoscenza?
Apprendere non è sinonimo di acquisire informazioni: imparare in modo efficace significa trasformare i concetti in memoria a lungo termine ed essere in grado di organizzare le nuove conoscenze, collegarle tra loro e renderle utilizzabili.
Le mappe mentali nascono proprio con questo obiettivo: aiutare il cervello a creare una struttura nella conoscenza.
Cosa sono le mappe mentali e perché sono utili all’apprendimento
Le mappe mentali sono uno strumento di rappresentazione che permette di visualizzare un argomento attraverso collegamenti e gerarchie.
A differenza di un elenco lineare, come per esempio i comuni schemi con elenchi e liste di concetti, una mappa mentale mostra:
- un’idea centrale;
- altre idee principali ad essa correlate e
- le loro relazioni.
È errore comune, pensare a questo strumento come una sorta di riassunto visivo o raccolta di informazioni da ricordare.
La forma radiale che caratterizza la mappa mentale richiama la struttura delle connessioni neurali e il modo in cui esse collaborano tra di loro.
L’obiettivo di tale strumento è infatti quello di favorire il processo di elaborazione e collegamento delle informazioni.
Per poter costruire una conoscenza che possa essere applicata nei vari contesti, è opportuno che i concetti appresi non solo siano memorizzati, ma anche collegati tra loro e con quelli preesistenti.
In altre parole, è fondamentale organizzare le informazioni per creare apprendimento significativo.
Mappe mentali, memoria e capacità di apprendere
Una delle difficoltà più diffuse dagli studenti e la capacità di recupero delle informazioni apprese, quando necessario.
Il fatto che nel momento in cui abbiamo bisogno di una determinata informazione, questa venga a mancare, come se non la ricordassimo indica un uso non del tutto appropriato della memoria.
In altre parole, è possibile aver memorizzato qualcosa pur non essendo in grado di sfruttarla ai fini di ciò per cui l’abbiamo studiata.
A titolo esemplificativo, potremmo pensare alla comune pratica di un tempo di chiedere agli studenti di imparare a memoria le poesie. Quante persone oggi ricordano ancora a memoria versi della Divina Commedia, pur non essendo in grado di comprenderne il significato, o addirittura senza essere consapevoli di quale opera e autore si tratti? Eppure, quei versi sono presenti nella memoria a lungo termine.
Alla luce di questo, è facile comprendere che ricordare qualcosa non sia sinonimo di competenza, tantomeno che quel ricordo possa essere utile e applicabile.
La natura stessa delle mappe mentali stimola un approccio volto alla comprensione effettiva dell’argomento studiato.
Analogamente, attraverso una visione complessiva è possibile comprendere i collegamenti tra i vari concetti relativi all’argomento centrale.
In ultimo, non per importanza, la struttura aperta della mappa mentale favorisce lo stimolo di idee (avrai probabilmente sentito parlare di brainstorming) motivo per il quale questo strumento risulta particolarmente utile anche in ambiti personali e lavorativi, oltreché formativi.
Il cervello apprende attraverso reti e connessioni: una buona organizzazione delle informazioni può rivelarsi fondamentale per lo sviluppo di nuove idee, progetti e il raggiungimento di nuovi obiettivi.
Perché saper organizzare la conoscenza è una competenza del futuro
Nel mondo attuale, è ormai piuttosto semplice avere accesso a qualunque tipo di informazioni.
Puoi decidere di approfondire un qualsiasi tema e avrai a disposizione un bacino di fonti illimitato.
Puoi leggere qualcosa che ti interessa, puoi studiare per una certificazione o puoi persino imparare un mestiere semplicemente avvalendoti degli strumenti tecnologici che oggi consentono l’accesso ai dati di cui abbiamo bisogno.
La vera difficoltà, dunque la competenza necessaria per il futuro, sembra essere la capacità di
- selezionare
- comprendere
- organizzare e
- trasformare le informazioni in azioni.
- le informazioni sono ovunque.
Le mappe mentali non sono uno strumento di studio, ma un vero e proprio metodo applicabile da professionisti e imprenditori, oltre che da apprendenti, per gestire nuove informazioni, compiti e mansioni e sviluppare idee.
Nel metodo LearnFor le mappe mentali sono uno degli strumenti utilizzati per sviluppare maggiore consapevolezza del proprio processo di apprendimento, trasformare le informazioni in conoscenza applicabile e potenziare la propria efficacia nella vita quotidiana e professionale.